Lorenzo Pietracci

Allenamento Fisico, crescita interiore

Cosa serve per instaurare una nuova abitudine?

Se segui questa pagina, sicuramente sarà stata una delle domande che ti sei post@ quando hai iniziato il tuo percorso.

Molto spesso si pensa alla “Forza di volontà”, o al “Senso di Sacrificio” e cose del genere…

Sono sicuro che ci avrai pensato anche tu! Sai, anche io in passato pensavo che tutto dipendesse da Forza di volontà e disciplina!

Ma col passare del tempo, studiando a fondo i meccanismi sia fisiologici che psicologici legati ai comportamenti, alle abitudini e quant’altro, ho capito che il carburante che realmente ci spinge a dare il massimo durante una fase di cambiamento è….. IL PIACERE!

Termini come Forza di volontà, sacrificio, disciplina… non centrano nulla… sono più che altro dei fattori legati a cose che facciamo contro voglia, perché ci sentiamo obbligati, perché se non le facciamo “chissà cosa penseranno gli altri” ecc…

Se vuoi davvero cambiare, forgiare nuove abitudini sane che ti portino al successo, devi provare PIACERE!

Pensi che un atleta professionista sia diventato, appunto, professionista, solo con la volontà e la disciplina? Certo queste cose aiutano; ma chi te lo fa fare a spaccarti in palestra, seguire un programma alimentare studiato e quant’altro, magari per anni e anni, senza un sistema di ricompensa, appagamento e senso di soddisfazione alla base?

Certo, nessuno ti dice che devi diventare un atleta di alto livello e vincere competizioni, ma se vuoi un consiglio spassionato per riuscire nel tuo intento, vai alla ricerca di quegli stimoli positivi e “PIACEREGENICI” (eh… ti piace questa??!! Non so nemmeno se esiste sul vocabolario ma chissene!!) che ti accompagnino nel percorso verso l’instaurazione di abitudini vincenti.

Ti lascio con degli esempi:

  1. Poniti degli obbiettivi giornalieri, settimanali e se vuoi anche mensili di difficoltà intermedia, ovvero ne troppo facili, ne troppo difficili, così da stimolarti e rendere la cosa più interessante.
  2. FESTEGGIA!!!! Ogni volta che raggiungi un obbiettivo, festeggia, esulta, prendi un pezzo di carta e scrivi quanto sei stato brav@ e nel pasto libero settimanale concediti una bella uscita con partner e amici! Te lo sei meritat@
  3. COINVOLGI e FATTI COINVOLGERE! Fare le cose da soli è sempre più difficile. Cerca dei complici, dei compagni di avventura. Organizzati con partner, famiglia e amici per imparare delle ricette sane e sfiziose da preparare insieme, segui degli allenamenti di gruppo, sii partecipe alle iniziative!
  4. DIVERTITI, DIVERTITI, DIVERTITI! Se per esempio è la prima volta che fai sport, per instaurare l’abitudine dell’allenamento la cosa più sbagliata da fare è cimentarti in qualcosa che non ti piace! Quindi… Ti piace ballare? Vai a ballare! Ti piace lo yoga? Fai un corso di yoga!! Ti piace il mare ed hai la fortuna di viverci vicino? Beh, vai a farti una bella corsa e qualche esercizio in spiaggia mentre ascolti il suono delle onde! Una volta instaurata l’abitudine, ossia quando il peso di non fare è diventato maggiore del peso del fare, e l’azione è diventata automatica, allora puoi cimentarti gradualmente con cose più avanzate e specifiche per migliorare sempre di più.

Potrei continuare all’infinito con questi esempi, perché davvero, se dai libero sfogo alla tua greatività, di modi per farti piacere delle cose che all’inizio possono sembrare noiose, difficili, anche paurose a volte, ne trovi moltissimi! Ti ringrazio di aver letto il post e spero di esserti stato utile! Fammelo sapere nei commenti.

crescita interiore

E tu? A che livello di consapevolezza sei??

Ciao! Ben ritrovat@ per il nostro appuntamento con la crescita personale. Oggi ti chiedo di fare una valutazione sul tuo livello di consapevolezza nei vari ambiti della tua vita: lavoro, sport, vita familiare…

Si, perché si parla molto di consapevolezza ma non si riesce spesso a concretizzare o quantificare il nostro personale livello.

Con il post di oggi, ti voglio regalare un metodo per identificarti in un preciso livello di consapevolezza, maturato nel tempo a seconda della quantità e della qualità dell’esperienza accumulata in un particolare ambito della tua vita.

Secondo questo metodo, i livelli principali sono 5 e te li spiegherò con degli esempi sportivi, dato che è stato studiato per la prima volta nel JUDO:

  1. Livello EMOZIONALE: sei alle prime armi, non hai ancora acquisito le risorse giuste, e le emozioni la fanno da padrone. Questa è la classica situazione del principiante adulto, oppure del bambino. Hai mai visto una partita di calcio dei pulcini? Tutti a correre dietro la palla non è vero? Perché si fanno trasportare dall’entusiasmo e dall’eccitazione del gioco. Oppure, cosa fa un giocatore adulto, inesperto, in una partita di calcetto? Tutto di prima, sensa pensare a controllare la palla prima di giocarla, perché vuole subito liberarsi del peso della responsabilità della giocata, dato che non sa cosa fare e come, ha paura di sbagliare, ha timore del giudizio dei compagni di squadra. Oppure corre tantissimo, pressa sempre la squadra avversaria, perché cerca di sopperire alla mancanza tecnica con le capacità fisiche.
  • Livello FUNZIONALE: Dopo aver acquisito un po’ di esperienza, ecco che la componente emozionale si ridimensiona leggermente ed entra in gioco una fase molto importante! Forse il fattore più importante di tutti nella fase iniziale dell’apprendimento: la ricerca di soluzioni al problema! Consiste in quella fase in cui il principiante prende confidenza con il concetto di funzionalità, ovvero che le azioni che compie hanno una determinata funzione che serve per cercare di risolvere un problema. E la cosa più importante in questa fase è che ci si deve allenare a ricercare continuamente la soluzione, anche se sbagliate, fino a che casualmente, facendo esperienza di quella particolare situazione, arriva la soluzione giusta! Spesso questa fase si salta, non si dà la possibilità al principiante di sperimentare da solo e gli si procura subito la soluzione, che è il prossimo livello.
  • Livello TECNICO: superata anche la seconda fase, si capisce che esistono delle azioni precise e mirate per risolvere un problema: la tecnica! Il gesto tecnico preciso e pulito ad esempio di uno schiacciatore che colpisce la palla sempre nello stesso modo e la mette sempre nell’angolino opposto del campo avversario, dopo che in allenamento lo ha provato per migliaia di volte. O un calciatore che va in dribling e salta l’avversatio per avere un tiro in porta pulito, dopo migliaia di ripetizioni in allenamento e quindi dopo aver accumulato esperienza di quel particolare gesto tecnico.
  • Livello CONTESTUALE: arriva un punto in cui la Tecnica da sola non basta più, ed è il caso delle alte prestazioni. La tecnica funziona quando il contesto è quello giusto! Se cambia il contesto, allora quella specifica tecnica non è più efficacie. Ad esempio, quando un calciatore è diventato esperto nel driblare l’avversario a destra, poi però trova un avversario più esperto di lui e lo costringe a spostarsi sul lato sinistro! Ecco che cambia il contesto e quindi quella soluzione non funziona più! Il livello contestuale è proprio questo: fare esperienza di contesti diversi ed adattare le soluzioni al contesto che si crea, ad esempio imparando più tecniche diverse, oppure creare delle varianti della stessa tecnica adattata per contesti diversi!
  • Livello del CAMPIONE: il quinto livello viene chiamato così perché è quello che contraddistingue il campione da tutti gli altri. Il quinto è quel livello in cui si ha alle spalle talmente tanta esperienza e talmente tanta consapevolezza che si è in grado di crearsi da soli il contesto più opportuno per ottenere il massimo risultato possibile. Nello sport ad esempio è il caso dell’atleta che riesce ad uscire dagli schemi generali e ti tira fuori la giocata dacisiva; è quello che trasmette la sensazione che sta per fare una cosa ma invece ne fa un’altra che non avevi previsto e per quando te ne accorgi già ha fatto gol! Viene anche chiamato il livello dell’ “AZIONE e REAZIONE”, in quanto si sfrutta a proprio vantaggio la reazione che si crea ad una tua precedente azione! Ad esempio la finta di corpo classica ma estremamente difficile che serve per disorientare l’avversario durante il dribling, la finta di tiro fatta in maniera così realistica che ci cascano tutti gli altri e da fuori, per chi assiste, è impossibile capire come abbia fatto!

Ho fatto degli esempi sportivi ma questi livelli li possiamo identificare in ogni ambito della nostra vita! Prova ad identificarti e collocarti in uno di questi livelli e chiediti come potresti salire di livello! Ti ringrazio di aver letto il post e spero di esserti stato utile! Fammelo sapere nei commenti!

crescita interiore

Perché dovrei sorridere davanti allo specchio?


Ciao e ben ritrovat@!

Ti é mai capitato di sorriderti davanti allo specchio? Ti ricordi che tipo di sensazioni, che tipo di emozioni hai provato?

Sorridere é un’azione spontanea in conseguenza di un’esperienza bella, rilassante e rassicurante, ed é stato visto che sorridere potenzia la salute, migliora lo stato d’animo, e molti altri benefici che “allungano la vita”!

Sorridere innesca un processo riparatorio dell’organismo, attivando il sistema nervoso parasimpatico promuovendo la produzione di dopamina, serotonina e ossitocina che favoriscono il rilassamento, la sensazione di fiducia e di serenità.

Ma si può sorridere senza un motivo? Il sorriso ha la stessa efficacia anti stress anche senza uno stimolo esterno? La scienza ci ha dato delle risposte anche in questo caso!

Non é lo stimolo esterno che ci fa sentire nello stato di benessere descritto sopra, e che ci fa sorridere! Ma é il sorriso stesso che ci fa sentire bene. Questo perché i circuiti neuronali connessi all’azione di sorridere funzionano in doppio senso: sorrido perché mi sta succedendo qualcosa di bello, e se sorrido vuol dire che mi sta succedendo qualcosa di bello!!

Dunque ti propongo questo esercizio: sorridi tutte le mattine davanti allo specchio per un minuto, poi segnati su un bel diario le sensazioni che ti arrivano.

Fammi sapere come va nei commenti!

Noi ci vediamo al prossimo appuntamento! Ciaoooo

crescita interiore, Problemi

Si “Nasce” tondo o quadrato?

Ciao! Benvenut@ al nuovo appuntamento con la crescita personale.

Hai mai sentito parlare del detto “chi nasce tondo non può morire quadrato”?

Questo è il classico modo per dire che una persona nasce con un certo carattere, con un certo modo di fare, e che per tutta la vita manterrà sempre quella tipologia di comportamento, quella tipologia di carattere, non ammettendo la possibilità che una persona possa cambiare.

Ma la domanda è: il carattere determina le abitudini? O sono le abitudini che determinano il carattere?

Si è sempre pensato che si nasce tondo o quadrato e che non si possa diventare da tondo a quadrato o viceversa, ma anche qui la scienza smentisce questa credenza Popolare.

Il fatto di avere un determinato carattere non dipende solo da un fattore di nascita, dalla genetica.

Dipende da quali sono le abitudini comportamentali che la persona sviluppa durante l’arco della sua vita. Ci si abitua ad adottare determinati comportamenti quando da piccoli si seguono degli esempi comportamentali, oppure quando ci rendiamo conto che comportandoci in un determinato modo otteniamo un successo! Per esempio, una persona è rabbiosa perché si è abituata ad essere rabbiosa dopo che nella sua infanzia gli ha portato dei vantaggi, quindi, continua ad adottare questo comportamento di rabbia ed arroganza, perché crede che quello sia il modo giusto per ottenere ciò che vuole (questo è un esempio di tentata soluzione ridondante)!

Allo stesso modo, una persona che è abituata a non fare attività fisica si definisce pigra! Ma la persona non è pigra, ma è solamente abituata a non fare attività fisica, a non sforzarsi per ottenere un risultato, non è abituata a mettersi in gioco.

Una persona che invece è generosa o gentile, solare, è così perché adotta questo tipo di comportamento abitudinariamente. Magari ha vissuto l’infanzia in un ambiente in cui la famiglia, gli amici, i parenti sono stati solari, gentili, altruisti, ed ha imparato attraverso il buon esempio dei più grandi, perché i bambini, lo sappiamo, imparano per imitazione!

Ed ecco che nel tempo viene fuori una persona con un determinato carattere.

Ciò significa che questo carattere non può essere cambiato se si vuole migliorare determinati aspetti dei propri comportamenti??

Assolutamente no! Di sicuro non è facile da adulti, ma è altrettanto vero che è assolutamente possibile imparare ad adottare nuove abitudini: abitudini nel modo di parlare, abitudini nel modo di pensare, nel modo di porsi con le altre persone e nel modo di porsi con se stessi!

Un esercizio utilissimo per questo riguardo è la scrittura del diario! Scrivere delle frasi gentili, di gratitudine, di serenità quotidianamente, sia nei proprio confronti che nei confronti di altri o nei confronti della giornata ecc.. piano, piano, promuove la trasformazione di come percepiamo il mondo e di come interagiamo con esso.

Di conseguenza creiamo nuove abitudini comportamentali!

Prova a scrivere ogni giorno tre frasi che promuovono la serenità, la gratitudine e la gentilezza, oppure se hai bisogno di sviluppare forza interiore e determinazione, scrivi frasi incoraggianti!

Adatta l’esercizio in base alle tue esigenze e vedi che effetto porta al tuo stato psico emotivo!

Fammi sapere nei commenti com’è andata e pronota il tuo incontro gratuito se vuoi approfondire queste tematiche!

Ti ringrazio e ci vediamo al prossimo appuntamento.

crescita interiore

Non riesco a meditate! Mi sembro un@ stupid@ a stare li senza fare nulla!

Ciao! Bentornato per il nostro appuntamento con la crescita personale.

Oggi ti voglio parlare di una delle abitudini che a me personalmente ha cambiato la vita! Sto parlando della meditazione. La conoscerai sicuramente come pratica, molto famosa e diffusa fra i monaci buddisti ed in generale nelle culture orientali.

Per gli occidentali questa è una pratica che riguarda soprattutto il mondo, appunto, orientale e si pensa che sia un qualcosa di molto lontano da noi.

Negli ultimi decenni la ricerca è riuscita a trovare miriadi di benefici per la salute attraverso la pratica della meditazione.

Probabilmente anche tu ci avrai provato qualche volta, ma non sapendo quali sono le sensazioni da ricercare, ti sarai sentit@ sicuramente fuori luogo, avrai pensato che non facesse per te o avrai pensato di non essere in grado di “liberare la mente” e magari ti sarai anche sentit@ un po’ stupid@.

Ecco! Sta proprio lì Il segreto: imparare a stare fermi! Imparare a “fermare il tempo” stando semplicemente immobili ed in ascolto. Ascolto di cosa? In primis del tuo corpo, come per esempio del tuo respiro, prendere consapevolezza delle varie parti del tuo corpo, partendo dall’alto verso il basso facendo come se fosse uno scanner. Cercare di percepire i tuoi muscoli, cercare di percepire cosa stai sentendo sulla tua pelle: se una sensazione di fresco o se stai sentendo del tepore o se hai la pelle d’oca, se capisci di essere contratto in qualche punto e cercare di rilassarlo e così via…

Poi ascoltare cos’altro? Ascoltare per esempio i suoni che vengono dall’esterno, senza fare distinzione se siano suoni piacevoli o rumori fastidiosi, semplicemente suoni, senza dare un giudizio.

Oppure puoi direttamente decidere tu cosa ascoltare, per esempio mettendo della musica rilassante, dei profumi per ambienti che ti piacciono, indossare degli indumenti comodi con dei tessuti che diano sensazioni confortevoli sulla pelle, mettere delle luci calde e soffuse oppure esporti alla luce del sole! Insomma, puoi sbizzarristi e dare libero sfogo alla creatività!

Per imparare a meditare serve soltanto accettare di prendersi cinque minuti e mettersi semplicemente in ascolto! Non serve né liberare la mente, né concentrarsi forzatamente su qualcosa, né tantomeno assumere delle posizioni che per molte persone possono risultare scomode.

Si può meditare in piedi, si può meditare comodamente seduti su una poltrona, si può meditare distesi su un tappetino o sul letto, si può meditare in qualunque modo e in qualunque momento: addirittura si può meditare mentre si passa l’aspirapolvere, mentre si mangia, mentre si legge un libro e così via!

Meditare, ripeto, è semplicemente mettersi in ascolto e vivere appieno il momento presente!

Fai questa prova, se non hai mai provato a meditare oppure hai già provato a farlo senza risultati:

conta alla rovescia cinque respiri profondi: cinque, quattro, tre, due, uno… e poi ricomincia da capo tutte le volte che vuoi. Mentre conti alla rovescia, cerca di sentire, piano, piano, le sensazioni che hai e magari annotale su un diario. Questo è un esercizio che si impara con il tempo, ma i benefici, soprattutto per quanto riguarda la gestione dello stress ed il rilassamento, sono quasi immediati e duraturi. Fai questa prova e fammi sapere nei commenti come è andata! Noi ci vediamo al prossimo appuntamento.

crescita interiore

Stress: ecco perché sei sempre stressato

Essere stressati oggi giorno sembra essere la più assoluta normalità. Stare in ansia, sempre di corsa, essere nervosi, non ci si fa più caso tanto è forte in noi l’abitudine di vivere perennemente in questi stati.

Quello su cui voglio farti focalizzare in questo articolo è il perché di tutto questo stress della società moderna.

In realtà, oggi ti parlerò di un particolare stato psicofisico che porta il tuo organismo a stressarsi sempre di più in maniera incontrollata, a patto che non si prendano dei provvedimenti naturalmente.

Sto parlando dell’ Ipervigilanza!

Cos’è l’Ipervigilanza?

Come dicevo poco fa, lo stile di vita tipico occidentale ci porta ad essere super frenetici, iper-stimolati dalla mattina alla sera, ad esempio con i dispositivi elettronici come TV, PC, Smarth Phone, ma anche da fattori come il traffico, i tipici rumori delle grandi città ecc. Non solo, ma anche tutti gli impegni da portare a termine, le responsabilità riguardo il lavoro, la famiglia, le aspettative e le pressioni sociali, sono tutti elementi che bombardano di informazioni il nostro cervello che viene così sovraccaricato e stressato.

Questa iperstimolazione, che a livello della nostra biologia non è assolutamente naturale, provoca in noi la necessità di stare sempre all’erta, sempre vigili, come se dovessimo difenderci da un pericolo imminente. E questo stato di vigilanza continua ed ininterrotta viene detto Iper-vigilanza. Da cosa deriva l’ipervigilanza? Beh, per rispondere in maniera super esaustiva a questa domanda dovremmo addentrarci in argomenti molto più ampi che tratterò sicuramente in altri articoli. Per ora, ti basti sapere che fondamentalmente lo stato di Ipervigilanza si genera per uno scarso senso di Fiducia. Facci caso… Quand’è che stai maggiormente attento e vigile? Esatto.. Quando non ti fidi! Per esempio quando viaggi in metro, o sei in un viale un po’ ambiguo, o sei a piedi di notte… Non sono situazioni molto fiduciose non trovi?

E la scarsa sensazione di fiducia accende i campanelli di allarme del nostro organismo, si va in Ipervigilanza e dunque entriamo nella risposta fisiologica da stress.

Se questo stato ipervigile perdura a livello cronico, ecco che il nostro stato di stress si prolunga nel tempo e si cronicizza di conseguenza, portando con se tutti i problemi di salute ormai conclamati.

Come faccio a capire se sono Ipervigile o no?

Questa domanda non è affatto banale, perché come ti spiegavo all’inizio di questo articolo, lo stato di Ipervigilanza è diventato una normalità e molte persone ne hanno davvero una scarsa consapevolezza.

Per riconoscere uno stato di Ipervigilanza, devi sapere che esiste un secondo stato psicologico che è una conseguenza diretta del troppo stress che si vive giorno per giorno. Questo stato viene detto Iposoddisfazione. Come ci dice la parola stessa, è uno stato di bassa soddisfazione che si genera a causa della scarsa fiducia percepita; fiducia negli ambienti, nelle persone, in se stessi, e così via. Quando non si è in fiducia, sopraggiungono altre sensazioni ed emozioni come la paura, l’ansia, la preoccupazione, la rabbia, ed io non ho mai sentito nessuno affermare di essere soddisfatto e sereno quando vive in queste situazioni!

Dunque, come risponde il nostro organismo all’insorgere di questo stato di iposoddisfazione? Semplice! Va a ricercare soddisfazione da fonti esterne come cibo, alcol, fumo, social media, serie TV, video game, ma anche da comportamenti come il fare la vittima, essere lamentosi, godere del fallimento di altri, e la lista è ancora molto lunga! Quando insorgono queste azioni di compenso, e fai difficoltà a controllarle, allora significa che ti trovi in una situazione di ipervigilanza e di iposoddisfazione.

Come posso aumentare la soddisfazione ed abbassare lo stress?

Purtroppo, non esiste la formula magica che risolve la situazione, ma per fortuna esistono le Abitudini. Le abitudini, quando sono sbagliate, possono essere la nostra rovina, ma se sono quelle giuste diventano la nostra salvezza! Innanzitutto ti consiglio di adottare abitudini che ti aiutino a gestire lo stress come lo sport, la meditazione, la scrittura e la lettura. Queste abitudini ti aiuteranno a sentirti più rilassato ma allo stesso tempo, ti aiuteranno a lavorare piano piano al tuo senso di fiducia e di soddisfazione. Per esempio, col diario potresti cominciare la pratica della gratitudine, così da prendere più consapevolezza di ciò che possiedi nella tua vita che ti rende sereno, felice, e quindi soddisfatto. Con la meditazione invece andrai a rallentare letteralmente il tuo cervello, il tuo organismo, dandogli quella giusta tregua dalle sollecitazioni continue. Lo sport ti aiuterà a sfogare lo stress accumulato della giornata e la lettura ti aiuterà ad accrescere la tua consapevolezza, la tua creatività ed il senso di rilassatezza, soprattutto la sera prima di coricarti.

Esercizio finale

Ti propongo questo esercizio da fare con il tuo diario affinché tu possa prendere consapevolezza delle azioni giornaliere che fai per compensare gli stati di Ipervigilanza e di Iposoddisfazione! Prendere consapevolezza è in assoluto il primo e più importante passo da fare per poi lavorare sul miglioramento.

Prendi carta e penna alla sera, e cerca di ricordare almeno tre situazioni in cui sei stato Ipervigile ed hai eseguito un’azione di compenso.

Esempio:

Situazione: Riunione di lavoro molto poco piacevole.

Azione di compenso: quando ho finito sono uscito ed ho acceso una sigaretta.

Prova l’esercizio e fammi sapere come va nei commenti! A presto con un nuovo articolo!

Ricorda che la scelta è solo tua!