Lorenzo Pietracci

Nutrizione

L’ importanza della Massima Variabilità Alimentare

Il tema della nutrizione è oggi più che mai controverso e confusionario. Ci sono nuove diete che escono come la soluzione a tutti i problemi, mode alimentari che eliminano completamente determinati tipi di alimenti, o addirittura mode che dicono di dover mangiare solo ed esclusivamente una tipologia di alimento.

Nulla di più sbagliato e nulla di più potente a livello di marketing!

Queste mode servono solo a disorientare la gente che cerca soluzioni facili per perdere peso, sviluppare muscoli o guarire da malattie!

Ecco lo scoops del secolo: “il nostro corpo riconosce i nutrienti! Non gli alimenti!”

Il nostro organismo ragiona per quantità e qualità di Nutrienti: Proteine, Carboidrati, Grassi, Vitamine, Sali minerali, Micronutrienti e Fitonutrienti.

Eliminare degli alimenti dalla propria dieta non fa altro che limitare le fonti per assimilare nutrienti. In nutrizione vale sempre la regola della Massima Variabilità, il che significa che bisogna mangiare tutto senza esagerare in niente! Perché? Perché tutti gli alimenti contengono sostanze utili e benefiche ma anche sostanze meno utili che potrebbero invece danneggiarci. Avere una dieta varia ed equilibrata è il segreto, perché gli alimenti si compensano tra di loro nei punti forti e si neutralizzano tra di loro nei punti deboli, quando siamo bravi a combinarli nel modo giusto!

Combinare gli alimenti in maniera opportuna aumenta la capacità dell’organismo di assorbire sostanze e nutrienti, velocizza il metabolismo, e una proprietà benefica di uno neutralizza una proprietà dannosa di un altro.

Ad esempio, tutti ce l’hanno con la carne. Si è vero che gli allevamenti intensivi sono assolutamente dannosi eticamente, ambientalmente e mangiare carne di animali cresciuti con ormoni e antibiotici non è proprio salutare! Ma la carne in se, come alimento, è uno dei più ricchi, insieme al pesce, di proteine con il più alto valore biologico e con migliore biodisponibilità! Ecco che eliminare totalmente la carne dalla nostra dieta ci limita nell’approvvigionamento delle proteine migliori. Cosa fare? Scegliere le carni di allevamenti non intensivi! Costano di più? Si, costano di più ma è una scelta su come investire il denaro!

La carne però, tende ad acidificare l’organismo e crea radicali liberi che velocizzano l’invecchiamento cellulare (anche se l’ossidazione è un processo naturale che nelle giuste dosi è assolutamente necessario per la salute generale delle cellule). Quindi come fare? Per esaltare al massimo il valore biologico delle proteine della carne e neutralizzare il suo effeto ossidante, bisogna combinarci cereali integrali o legumi, che sono antiossidanti, verdure, che sono alcalinizzanti, e invece di sale, salse varie ecc. condire il tutto con olio extravergina di oliva a crudo, e utilizzare spezie come curcuma, zenzero, alglio, rosmarino ecc. che sono delle bombe antiossidanti, antinfiammatori, antisettici, antitumorali, proteggono il cuore ecc.

Mangiare bene è semplice, bisogna solo capire i principi…

Ad esempio, una persona che dice di essere vegana perché la carne fa male, ma poi mangia pane bianco, pasta con farina di frumento raffinata, e magari consuma preparati industriali per vegani che sono arricchiti di zuccheri e di oli vegetali omega sei proinfiammatori nella maggior parte dei casi, non sta sicuramente facendo un’alimentazione sana!!! Nulla contro i vegani, ci mancherebbe, ma bisogna scegliere cosa come e perché mangiare in maniera consapevole, e non per seguire una moda spacciata per la soluzione ad ogni problema.

Poi c’è la dieta Paleolitica, che invece dice di mangiare carne, pesce, verdure, frutta e frutta secca, eliminando tutti i cereali, legumi e latticini!

Poi c’è la dieta chetogenica, che invece dice di eliminare totalmente i carboidrati, ecc. ecc.

Il bello è che ogni corrente filosofica alimentare ha delle prove scientifiche che validano queste convinzioni!!!

Quindi chi ha ragione??? Il Paleolitico? Il Vegano? Il Chetogenico???

Ecco che alla fine dei conti, il modo più intelligente di mangiare rimane sempre quello di variare e combinare nella maniera giusta gli alimenti, scegliando i più sani e genuini e usando metodi di preparazione e cottura non dannosi per i nutrienti. Poi ognuno è libero di scegliere cosa mangiare e perché, ma un’alimentazione può essere considerata sana quando è in grado di fornire tutti i nutrienti di cui il corpo ha bisogno, nelle quantità di cui necessita!

Grazie per aver letto questo articolo. Alla prossima!

Ricorda che la scelta è solo tua!

Allenamento Fisico, crescita interiore

Cosa serve per instaurare una nuova abitudine?

Se segui questa pagina, sicuramente sarà stata una delle domande che ti sei post@ quando hai iniziato il tuo percorso.

Molto spesso si pensa alla “Forza di volontà”, o al “Senso di Sacrificio” e cose del genere…

Sono sicuro che ci avrai pensato anche tu! Sai, anche io in passato pensavo che tutto dipendesse da Forza di volontà e disciplina!

Ma col passare del tempo, studiando a fondo i meccanismi sia fisiologici che psicologici legati ai comportamenti, alle abitudini e quant’altro, ho capito che il carburante che realmente ci spinge a dare il massimo durante una fase di cambiamento è….. IL PIACERE!

Termini come Forza di volontà, sacrificio, disciplina… non centrano nulla… sono più che altro dei fattori legati a cose che facciamo contro voglia, perché ci sentiamo obbligati, perché se non le facciamo “chissà cosa penseranno gli altri” ecc…

Se vuoi davvero cambiare, forgiare nuove abitudini sane che ti portino al successo, devi provare PIACERE!

Pensi che un atleta professionista sia diventato, appunto, professionista, solo con la volontà e la disciplina? Certo queste cose aiutano; ma chi te lo fa fare a spaccarti in palestra, seguire un programma alimentare studiato e quant’altro, magari per anni e anni, senza un sistema di ricompensa, appagamento e senso di soddisfazione alla base?

Certo, nessuno ti dice che devi diventare un atleta di alto livello e vincere competizioni, ma se vuoi un consiglio spassionato per riuscire nel tuo intento, vai alla ricerca di quegli stimoli positivi e “PIACEREGENICI” (eh… ti piace questa??!! Non so nemmeno se esiste sul vocabolario ma chissene!!) che ti accompagnino nel percorso verso l’instaurazione di abitudini vincenti.

Ti lascio con degli esempi:

  1. Poniti degli obbiettivi giornalieri, settimanali e se vuoi anche mensili di difficoltà intermedia, ovvero ne troppo facili, ne troppo difficili, così da stimolarti e rendere la cosa più interessante.
  2. FESTEGGIA!!!! Ogni volta che raggiungi un obbiettivo, festeggia, esulta, prendi un pezzo di carta e scrivi quanto sei stato brav@ e nel pasto libero settimanale concediti una bella uscita con partner e amici! Te lo sei meritat@
  3. COINVOLGI e FATTI COINVOLGERE! Fare le cose da soli è sempre più difficile. Cerca dei complici, dei compagni di avventura. Organizzati con partner, famiglia e amici per imparare delle ricette sane e sfiziose da preparare insieme, segui degli allenamenti di gruppo, sii partecipe alle iniziative!
  4. DIVERTITI, DIVERTITI, DIVERTITI! Se per esempio è la prima volta che fai sport, per instaurare l’abitudine dell’allenamento la cosa più sbagliata da fare è cimentarti in qualcosa che non ti piace! Quindi… Ti piace ballare? Vai a ballare! Ti piace lo yoga? Fai un corso di yoga!! Ti piace il mare ed hai la fortuna di viverci vicino? Beh, vai a farti una bella corsa e qualche esercizio in spiaggia mentre ascolti il suono delle onde! Una volta instaurata l’abitudine, ossia quando il peso di non fare è diventato maggiore del peso del fare, e l’azione è diventata automatica, allora puoi cimentarti gradualmente con cose più avanzate e specifiche per migliorare sempre di più.

Potrei continuare all’infinito con questi esempi, perché davvero, se dai libero sfogo alla tua greatività, di modi per farti piacere delle cose che all’inizio possono sembrare noiose, difficili, anche paurose a volte, ne trovi moltissimi! Ti ringrazio di aver letto il post e spero di esserti stato utile! Fammelo sapere nei commenti.

crescita interiore

E tu? A che livello di consapevolezza sei??

Ciao! Ben ritrovat@ per il nostro appuntamento con la crescita personale. Oggi ti chiedo di fare una valutazione sul tuo livello di consapevolezza nei vari ambiti della tua vita: lavoro, sport, vita familiare…

Si, perché si parla molto di consapevolezza ma non si riesce spesso a concretizzare o quantificare il nostro personale livello.

Con il post di oggi, ti voglio regalare un metodo per identificarti in un preciso livello di consapevolezza, maturato nel tempo a seconda della quantità e della qualità dell’esperienza accumulata in un particolare ambito della tua vita.

Secondo questo metodo, i livelli principali sono 5 e te li spiegherò con degli esempi sportivi, dato che è stato studiato per la prima volta nel JUDO:

  1. Livello EMOZIONALE: sei alle prime armi, non hai ancora acquisito le risorse giuste, e le emozioni la fanno da padrone. Questa è la classica situazione del principiante adulto, oppure del bambino. Hai mai visto una partita di calcio dei pulcini? Tutti a correre dietro la palla non è vero? Perché si fanno trasportare dall’entusiasmo e dall’eccitazione del gioco. Oppure, cosa fa un giocatore adulto, inesperto, in una partita di calcetto? Tutto di prima, sensa pensare a controllare la palla prima di giocarla, perché vuole subito liberarsi del peso della responsabilità della giocata, dato che non sa cosa fare e come, ha paura di sbagliare, ha timore del giudizio dei compagni di squadra. Oppure corre tantissimo, pressa sempre la squadra avversaria, perché cerca di sopperire alla mancanza tecnica con le capacità fisiche.
  • Livello FUNZIONALE: Dopo aver acquisito un po’ di esperienza, ecco che la componente emozionale si ridimensiona leggermente ed entra in gioco una fase molto importante! Forse il fattore più importante di tutti nella fase iniziale dell’apprendimento: la ricerca di soluzioni al problema! Consiste in quella fase in cui il principiante prende confidenza con il concetto di funzionalità, ovvero che le azioni che compie hanno una determinata funzione che serve per cercare di risolvere un problema. E la cosa più importante in questa fase è che ci si deve allenare a ricercare continuamente la soluzione, anche se sbagliate, fino a che casualmente, facendo esperienza di quella particolare situazione, arriva la soluzione giusta! Spesso questa fase si salta, non si dà la possibilità al principiante di sperimentare da solo e gli si procura subito la soluzione, che è il prossimo livello.
  • Livello TECNICO: superata anche la seconda fase, si capisce che esistono delle azioni precise e mirate per risolvere un problema: la tecnica! Il gesto tecnico preciso e pulito ad esempio di uno schiacciatore che colpisce la palla sempre nello stesso modo e la mette sempre nell’angolino opposto del campo avversario, dopo che in allenamento lo ha provato per migliaia di volte. O un calciatore che va in dribling e salta l’avversatio per avere un tiro in porta pulito, dopo migliaia di ripetizioni in allenamento e quindi dopo aver accumulato esperienza di quel particolare gesto tecnico.
  • Livello CONTESTUALE: arriva un punto in cui la Tecnica da sola non basta più, ed è il caso delle alte prestazioni. La tecnica funziona quando il contesto è quello giusto! Se cambia il contesto, allora quella specifica tecnica non è più efficacie. Ad esempio, quando un calciatore è diventato esperto nel driblare l’avversario a destra, poi però trova un avversario più esperto di lui e lo costringe a spostarsi sul lato sinistro! Ecco che cambia il contesto e quindi quella soluzione non funziona più! Il livello contestuale è proprio questo: fare esperienza di contesti diversi ed adattare le soluzioni al contesto che si crea, ad esempio imparando più tecniche diverse, oppure creare delle varianti della stessa tecnica adattata per contesti diversi!
  • Livello del CAMPIONE: il quinto livello viene chiamato così perché è quello che contraddistingue il campione da tutti gli altri. Il quinto è quel livello in cui si ha alle spalle talmente tanta esperienza e talmente tanta consapevolezza che si è in grado di crearsi da soli il contesto più opportuno per ottenere il massimo risultato possibile. Nello sport ad esempio è il caso dell’atleta che riesce ad uscire dagli schemi generali e ti tira fuori la giocata dacisiva; è quello che trasmette la sensazione che sta per fare una cosa ma invece ne fa un’altra che non avevi previsto e per quando te ne accorgi già ha fatto gol! Viene anche chiamato il livello dell’ “AZIONE e REAZIONE”, in quanto si sfrutta a proprio vantaggio la reazione che si crea ad una tua precedente azione! Ad esempio la finta di corpo classica ma estremamente difficile che serve per disorientare l’avversario durante il dribling, la finta di tiro fatta in maniera così realistica che ci cascano tutti gli altri e da fuori, per chi assiste, è impossibile capire come abbia fatto!

Ho fatto degli esempi sportivi ma questi livelli li possiamo identificare in ogni ambito della nostra vita! Prova ad identificarti e collocarti in uno di questi livelli e chiediti come potresti salire di livello! Ti ringrazio di aver letto il post e spero di esserti stato utile! Fammelo sapere nei commenti!

crescita interiore

Perché dovrei sorridere davanti allo specchio?


Ciao e ben ritrovat@!

Ti é mai capitato di sorriderti davanti allo specchio? Ti ricordi che tipo di sensazioni, che tipo di emozioni hai provato?

Sorridere é un’azione spontanea in conseguenza di un’esperienza bella, rilassante e rassicurante, ed é stato visto che sorridere potenzia la salute, migliora lo stato d’animo, e molti altri benefici che “allungano la vita”!

Sorridere innesca un processo riparatorio dell’organismo, attivando il sistema nervoso parasimpatico promuovendo la produzione di dopamina, serotonina e ossitocina che favoriscono il rilassamento, la sensazione di fiducia e di serenità.

Ma si può sorridere senza un motivo? Il sorriso ha la stessa efficacia anti stress anche senza uno stimolo esterno? La scienza ci ha dato delle risposte anche in questo caso!

Non é lo stimolo esterno che ci fa sentire nello stato di benessere descritto sopra, e che ci fa sorridere! Ma é il sorriso stesso che ci fa sentire bene. Questo perché i circuiti neuronali connessi all’azione di sorridere funzionano in doppio senso: sorrido perché mi sta succedendo qualcosa di bello, e se sorrido vuol dire che mi sta succedendo qualcosa di bello!!

Dunque ti propongo questo esercizio: sorridi tutte le mattine davanti allo specchio per un minuto, poi segnati su un bel diario le sensazioni che ti arrivano.

Fammi sapere come va nei commenti!

Noi ci vediamo al prossimo appuntamento! Ciaoooo